Modellazione


A manoDSC_0188(nuova)

Si parte da una palla di argilla refrattaria. La si manipola, la si schiaccia e la si ruota ruotandola con il solo uso delle mani. Si esercita poi una pressione poi con i pollici al centro della palla continuando a manipolarla sia dall’interno che dall’esterno. Si deve fare attenzione a lasciare almento uno o due centimetri di spessore sia ai lati che al fondo.

Questa tecnica di modellazione Raku è la più antica conosciuta. Il ceramista coreano Cojiro modellò in questo modo la tazza che regalò nel XVI secolo al suo mecenate, il maestro di cerimonia del tè Sen no Rikyu


colombinoA colombino

Si modellano dei cilindri facendo rotolare leggermente con i palmi delle mani dei pezzi di creta su una tavola di legno evitando di fare troppa pressione. Questi cilindri vengono chiamati “colombini” e vanno disposti in spire continue. Come le spire di una molla. Le spire vanno poi attaccate tra di esse usando come collante la “barbottina” che è una creta diluita con acqua. Infine con l’aiuto delle dita o di una miretta si spianano le superfici, sia quella interna che quella esterma fino ad ottenere la forma voluta.


A lastralastra

Per questa tecnica si usano due stecche di legno, della carta da forno ed un mattarello. Le stecche devono essere di spessore uniforme in quanto sarà questo che deciderà lo spessore del manufatto che ne risulterà. Si prende un pezzo di creta e lo si pressa con le mani a formare una palla, questa palla viene quindi leggermente schiacciata con le mani. Si pone la palla su un foglio di carta forno e si ricopre con un secondo foglio. Si pongono quindi le due stecche ai lati della creta, mantenendole parallele tra di loro e quidi con l’uso del mattarello si comincia a schiacciare la creta, pressando e ruotando il mattarello perpendicolarmente alle stecche come fossero dei binari.

Una volta ottenuta la lastra la si taglia seguendo la forma del progetto che ci eravamo prefissi e si attaccano le vatie parti con l’uso della barbottina. Per lisciare le giunture si possono usare anche qui sia le dita che una miretta.